domenica 1 maggio 2016

legalizzazione della prostituzione: giusta o no?

la prostituzione, un business

Settantamila prostitute, 9 milioni di clienti per un giro d’affari di 5 miliardi di euro, è chiaro che il fenomeno della prostituzione ha le proporzioni di una grande industria.Nel 2001 il Parlamento tedesco ha approvato una legge molto discussa sulla prostituzione, che per la prima volta attribuiva alle prostitute una serie di nuovi diritti e garanzie.
Ma è proprio vero che con la regolamentazione la criminalità smette di guadagnare e di sfruttare? Come cambiano, se cambiano, le condizioni sociali dei sex workers in questi paesi?
La prostituzione è regolamentata per legge in Germania, Olanda, Svizzera, Austria, ma anche Grecia, Regno Unito, Ungheria e Lettonia. Ognuno di questi paesi ha scelto la propria formula, dai bordelli statalizzati alla creazione di quartieri a luci rosse, fino alla concessione di specifiche licenze. L’effetto più visibile delle normative sulla regolamentazione nei diversi paesi è il miglioramento del “decoro” urbano: strade e sobborghi vengono ripuliti dalla prostituzione di strada, inoltre diminuisce il costo sociale di una diffusa e incontrollata attività criminale sul territorio.

modelli, soluzioni che portano alla legalizzazione

“Quale sia il modello migliore non lo sappiamo. – spiega Di Nicola -. Ogni modello ha i suoi limiti, ma senza ombra di dubbio l’approccio dello struzzo, ovvero di chi mette la testa sotto la sabbia perché è più facile non vedere che affrontare il problema, non porta a nulla di buono.Tralasciando aspetti di carattere etico, la politica per fare le proprie scelte dovrebbe basarsi sui dati. Il sistema adottato dall’Italia, ovvero quello di consentire la prostituzione senza regolamentarla, è quello che presenta i maggiori "costi", ci sono i costi umani, quelli legati alla criminalità, quelli sanitari, quelli sulla sicurezza percepita . Si può dire che ragionando per astratto il modello italiano ha più costi rispetto a quei paesi che adottano politiche di regolamentazione”. Preferibile dunque una regolamentazione del settore: “La regolamentazione distinguerebbe il lecito dall’illecito, eliminando o riducendo quelle zone grigie dove non si capisce bene chi è punibile per quale reato”. Insomma dove esiste una regola chiara si capisce meglio quello che si può e quello che non si può fare e, di conseguenza, chi va perseguito e chi no.

i diritti delle prostitute, la situazione in Germania

In Germania fino all’entrata in vigore della nuova legge per la legalizzazione della prostituzione non c’erano delle norme precise sul tema: la prostituzione era un'attività legale, anche se limitata da una serie di leggi diverse in molti aspetti. Tuttavia, questa attività era considerata immorale, e di conseguenza alle prostitute non veniva riconosciuto alcun diritto. Dal 2002, il rapporto tra cliente e prostituta non è più considerato “immorale” per la legge.I contrari alla legalizzazione della prostituzione stessi basano le argomentazioni su un piano di valori morali, soggettivo, mentre la discussione si dovrebbe basare sui diritti individuali, oggettivi, poichè i valori morali toglierebbero l'oggettività che ci permette di vivere in comune accordo. La legalizzazione della prostituzione non è una forma di approvazione morale da parte della società, e quindi la rivalutazione di un fenomeno che rappresenta invece per molti uno degli aspetti più vergognosi e degradanti.In realtà l'intento di tale legalizzazione è quello di proteggere i diritti civili e l’integrità fisica della prostituta,verrebbe semplicemente istituito dallo stato con la prostituta lo stesso tipo di rapporto che ha già con tutti gli altri cittadini. La legalizzazione della prostituzione rappresenta un passo avanti nel rispetto e nella tutela dei diritti individuali.La prostituzione, in Germania, non era riconosciuta come professione: non era quindi possibile stipulare dei contratti, e allo stesso modo le prostitute non avevano diritto a tutto ciò che ne conseguiva, come l’assicurazione sanitaria, il sussidio di disoccupazione e la pensione. Con la nuova legge, le prostitute possono stipulare un contratto capo-dipendente con il proprietario-gestore del bordello, in modo da avere accesso a tutti quei servizi che lo Stato mette a disposizione ai suoi cittadini.

i contrari

"Chi vorrebbe mai una casa di tolleranza nel proprio quartiere, con tutto ciò che questo comporta?" Sembra un dubbio puramente teorico, ma in realtà già prima della legge Merlin ci furono manifestazioni e proteste contro le case chiuse, che riducevano il valore dell’intera zona.

"Alcune prostitute sono vittime di sfruttamento o violenza, e i loro aguzzini devono essere sbattuti in prigione per i loro crimini. La posizione – poco plausibile, secondo l’Economist – che “tutte le prostitute sono vittime” è inoltre sempre più difficile da sostenere, dato che gran parte della compravendita sessuale (almeno in una certa parte di mondo) avviene online. Il fatto che molte prostitute abbiano dei siti web personali significa che queste donne possono e scelgono di commercializzare loro stesse. Questo cambiamento nella compravendita di sesso «fa apparire sempre più» l’offerta e l’acquisto di prestazioni sessuali come «un normale settore di servizi», per molti, sia uomini che donne, il lavoro sessuale è solo questo: un lavoro. Non abbiamo mai creduto al fatto che tutte le prostitute siano vittime".

la prostituzione sicura: online

Dall’analisi di un grande portale internazionale che ospita 190 mila profili di prostitute, risulta che queste donne si comportano esattamente come le altre lavoratrici autonome in altri mercati del lavoro. Effettuano prenotazioni on-line, hanno un tariffario, decidono i servizi che intendono offrire e specificano i servizi in cui sono specializzate. Stanno nascendo inoltre siti che prevedono un sempre maggior controllo delle rispettive identità e del rispettivo stato di salute. I «moralisti si lamenteranno» dello spostamento del mercato su Internet, dice il settimanale, «perché penseranno che il mercato del sesso aumenterà»: è infatti più facile il contatto tra acquirenti e venditori, più sicuro e, soprattutto, più discreto. «Ma tutti gli altri dovrebbero gioirne, il web renderà la prostituzione più sicura di quanto qualsiasi legge abbia mai fatto».

La rivista cita infine il modello svedese, il cui scopo è quello di eliminare la prostituzione eliminando la domanda,criticandolo poichè vietare l’acquisto di sesso è illiberale tanto quanto vietarne la vendita. Ma il mercato del sesso esisterà sempre e il nuovo approccio non ha fatto nulla per evitare i danni associati a esso.I governi dovrebbero concentrarsi su come scoraggiare e punire i crimini legati alla prostituzione e lasciare agli adulti consenzienti che desiderano acquistare e vendere sesso la libertà di farlo in modo sicuro e privato: online

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