giovedì 2 giugno 2016

Maternità surrogata: una separazione che non fa altro che allargare una ferita già aperta?

Come negli anni passati fecero tanto scalpore argomenti quali trasfusioni di sangue, aborto e trapianti adesso è il tema della maternità surrogata a farsi largo tra l'opinione pubblica che nonostante tutto sembra risultare ancora un po' perplessa riguardo alla fatidica domanda:"È giusto o no legalizzare la maternità surrogata?"

Occorre innanzitutto sottolineare, come scrive Cristiana Alicata per La Repubblica, che l'utero in affitto  non è una questione solamente gay, tutt'altro, sono tantissime le coppie sposate ed etero che per vari motivi non riescono ad avere figli desiderose di  nascondere la propria sterilità che quindi  si recano in paesi dove è possibile fare ciò. Ed anche se fosse una questione omosessuale in quanto si ricollega alle unioni civili? Cosa cambierebbe? Davanti ad una società che si dichiara così apertamente progressista perché si crede ancora che il figlio di una coppia gay non dovrebbe crescere in maniera sana e con solidi principi? Perché ormai tutto sembra essere velato da enormi pregiudizi. Ma altre sono le realtà nel mondo, in paesi come Australia, Canada, Danimarca, Stati Uniti (solo per citarne alcuni), non vi è questo problema, questi stati, hanno deciso 
di legalizzare la gestazione per altri, ma solo quella a titolo gratuito, sia a favore di famiglie sterili, sia a favore di una coppia omossessuale che vorrebbe avere un figlio ; ciò non fa altro che apportare conseguenze positive per la nazione e soprattutto per chi ci vive. La Danimarca, ad esempio è un paese invaso dai bambini, per questo lo Stato, per agevolare essi e le loro famiglie ha deciso apportare modifiche interne alla nazione, per sostenere un welfare che aiuti i genitori, offrendo maggiori servizi alle famiglie, con l’apertura di più asili nido e dando più tempo ai parenti da passare insieme ai figli incrementando il benessere del paese stesso. In questo caso è quindi da considerarsi giusta la questione della maternità surrogata, che trova aderenza nelle tesi di Jeremy Bentham, per il quale se una qualsiasi azione tende ad aumentare la felicità di un individuo, o meglio ancora di una società è da considerarsi utile e quindi pienamente giusta, come nella situazione appena citata.

Ma non dimentichiamoci che al centro di tutto questo c'è proprio la madre. Secondo studi in campo psicoanalitico e psichiatrico le conseguenze della cessione del bambino sono molti gravi. Si parla soprattutto di gravi patologie psichiatriche di natura depressiva che possono portare anche al suicidio. Naturalmente ci sono comunque una serie di norme che servono a tutelare la salute di queste donne soprattutto in quegli stati in cui al giorno d'oggi la pratica della gestazione per altri è totalmente legale a patto però che questa sia a titolo gratuito e legata ad una serie di normative giudiziarie atte alla completa messa in sicurezza di questa pratica. Tutto ciò, però oltre a minacciare la salute di queste donne, non fa altro che aggravare anche la situazione del bambino. Ogni neonato, infatti, fin dalla gravidanza stabilisce un rapporto speciale, una sorta di dialogo sensoriale ed emotivo, con la mamma che viene, nella mente del bimbo, percepita immediatamente come figura di riferimento. Secondo recenti studi psicoanalitici condotti da alcuni dei medici più famosi in questo campo, quali M.Klein, H,Kohut, D. Winnicott, sono stati appurati casi traumi infantili se avvenuta questa separazione. Non sono forse queste inermi creature le inconsapevoli vittime di tutto ciò? Forse siamo davvero così accecati dall’egoismo fino a pensare solo a noi stessi tralasciando le conseguenze che possono esserci negli altri prendendoci la responsabilità del loro futuro . Ma cosa è veramente meglio per questi bambini? Secondo Locke tutti gli uomini sono uguali, per quanto esistono allo stato di natura , ed in quanto tali presentano dei diritti naturali inviolabili come il diritto alla vita, il diritto alla libertà ed il diritto alla sicurezza. Questi diritti non possono negati dallo Stato, che anzi li deve proprio tutelare. Ma allora, in fin dei conti, se lo Stato non può negare un determinato diritto ad un individuo, come può una qualsiasi persona pretendere di avere diritti su un’altra? Qualsiasi individuo, sottolinea Locke, il che significa che sotto questa categoria, oltre a donne, uomini, ricchi, poveri, anziani, cadono anche i bambini, e che quindi hanno anch'essi diritto alla loro libertà ed alla loro sicurezza, come del resto le madri che decidono di affrontare questa gravidanza.  Ma allora perché una persona dovrebbe dare alla luce un figlio per poi darlo subito via e correre tutti questi rischi? La risposta forse è più semplice di quella che pensiamo. Come affermato nuovamente da Jeremy Bentham, celebre filosofo inglese, le azioni dell'uomo conformi al suo tanto sostenuto principio di utilità  se hanno come unico fine il raggiungimento della felicità sono giuste. In questo caso si parla sia della felicità della famiglia che adotterà il bambino ma sia anche della felicità di chi ha deciso di compiere questo gesto assolutamente senza fini di guadagno. Portando quindi ad un benessere la pratica non potrà che essere giusta. Fin qui sembrerebbe una di quelle tante storie a lieto fine se non fosse per il fatto che le aspettative non riflettono mai quella che è la mera realtà. Infatti tutt'ora nel mondo moltissime donne in estrema condizione di povertà vengono sfruttate per questa pratica come ricorda sempre nel suo articolo Cristiana Alicata. Questo è un grosso passo indietro per la nostra società che ostina a reputarsi così moderna; rifacendosi a ciò che affermava Rawls, un altro filosofo, tutto ciò non è altro che una grandissima ingiustizia, per lui infatti la giustizia deve essere intesa come equità, nessuno è quindi avvantaggiato o svantaggiato rispetto ad un altro, cosa che non si riflette con quanto scritto appena sopra. Inoltre lo sfruttamento a cui sono costrette queste future madri in questi paesi avviene fin troppo spesso illegalmente,e, citando Aristotele, uno dei più conosciuti filosofi della storia, ciò che è illegale è da considerarsi ingiusto ed iniquo, vengono infatti meno in questo contesto i diritti dell’individuo, che devono essere sempre rispettati;  queste donne, infatti,  paiono essere  uno strumento nelle mani di chi è solo accecato dagli interessi, di chi vede solo i soldi e nient'altro, di chi ha il cuore oscurato dall'egoismo a grande differenza di tutte queste madri.