Prima tesi:
Il principio di utilità riconosce la dipendenza dell'uomo dal dolore e dal piacere, dai quali scaturiscono il criterio del giusto e dell'ingiusto da un lato e, dall'altro, tutta la serie di cause ed effetti ad esso legata. Bentham lo pone come fondamento per il raggiungimento della felicità, la quale può essere perseguita solo con la ragione e gli strumenti di legge.
Seconda tesi:
L'uomo si serve del principio di utilità come criterio di valutazione delle azioni che portano all'aumento o alla diminuzione della felicità.
Terza tesi:
Proprio perché preso (il principio di utilità) come criterio di valutazione, per mezzo di esso, dovremmo poter essere in grado di determinare si sia o non sia giusto compiere un'azione.
-ARGOMENTAZIONI
Bentham spiega ciò che per lui è l'utilità, associandola alla proprietà che ha ogni singolo oggetto di apportare un beneficio, un piacere o, allo stesso tempo, di prevenire un male o un dolore.
Ognuno di questi oggetti o azioni hanno come fine l'interesse dell'individuo o della comunità quando tendono ad aumentare il loro benessere o diminuire il loro dolore.
Spiega inoltre come un individuo che apparentemente va contro al principio di utilità, in realtà non fa che confermarla poiché ricorre ad essa nel momento in cui asserisce che la sua azione ha un'utilità maggiore rispetto ad un'altra.
-TESI CONCLUSIVE
Il principio di utilità fa si che un'azione tenda ad aumentare la felicità più di quanto tenda a farla diminuire. Se applicato tramite una misura di governo, porta al raggiungimento della felicità di un numero maggiore di individui, cioè alla comunità.

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